In Italia i casi di devastazione del patrimonio artistico, storico e culturale stanno aumentando, limitare e fermare questo scempio è possibile grazie all’impegno collettivo.

Nel territorio amministrato dallo Stato Italiano esistono molti manufatti, architetture, siti archeologici che arricchiscono il patrimonio culturale dell’umanità. Molti di essi potrebbero essere distrutti a causa della costruzione di opere edilizie che potrebbero essere fatte altrove, che spesso non sono necessarie ed alle quali si potrebbe rinunciare vista l’importanza che hanno i luoghi che devasterebbero e vista la possibilità di sviluppare progetti diversi che si possono inserire in un più ampio ed articolato contesto sociale, urbanistico ed economico (es. smart city, mobilità integrata, welfare, migliore gestione degli immobili sfitti e recupero di quelli abbandonati, ecc.). Il fenomeno della distruzione del patrimonio artistico e culturale è in aumento e va avanti inesorabilmente. La conservazione e la valorizzazione dei siti che arricchiscono tali patrimoni permetterebbe il mantenimento di condizioni favorevoli allo sviluppo di rapporti economici, alla conoscenza di aspetti culturali importanti, aumenterebbe l’offerta turistica, renderebbe gradevoli i luoghi nei quali si trovano, ecc. La realizzazione di nuove infrastrutture non dovrebbe essere fatta a danno di siti aventi importanza ed utilità.
La distruzione operata dai costruttori e permessa dagli amministratori pubblici ha delle finalità e segue delle logiche ben precise, l’approvazione di nuove infrastrutture inutili serve ad alimentare dei meccanismi perversi grazie ai quali può trarre beneficio una esigua minoranza di persone e che precludono la conservazione di condizioni dalle quali si possono sviluppare dei rapporti economici sostenibili e dai quali si può sviluppare la conoscenza, la cultura, il benessere e lo sviluppo. La costruzione di tali opere edilizie è finanziata con i soldi pubblici ed essendo il loro mantenimento a carico dei contribuenti tutto ciò ha anche la funzione di truffare la popolazione e di indebitare le istituzioni per poterla controllare meglio. I promulgatori di tali speculazioni giustificano tali interventi edili propagandando una linea ben precisa costituita da bassezze ed imbecillità spacciate come innovazioni, riqualificazioni, ammodernamenti. Faccio rilevare che tale propaganda insieme alle speculazioni di questa natura che sono state realizzate rischia di legittimare un modello devastante, criminogeno, diseducativo, sadico e pericoloso. A questo processo di devastazione partecipano esponenti di logge massoniche, esponenti di partiti politici (colletti bianchi), affiliati alle mafie, membri di strutture di potere deviate con le rispettive clientele e libri paga. La realizzazione di queste infrastrutture permette loro (e/o a chi ne potrebbe trarre dei vantaggi nel tempo) di utilizzare i posti di lavoro che si generano nella loro costruzione (comprese le perizie, le consulenze, ecc.) e l’assegnazione di cariche per la loro gestione come merce di scambio per ottenere vantaggi che gli permettono di ottenere soldi e potere (anche nell’influenzare l’opinione pubblica attraverso il controllo dei media, delle università, ecc.). Tali attività vanno fermate con urgenza prima che una vera e propria guerra distrugga delle realtà aventi un valore inestimabile. Esiste una petizione pubblica che propone la sottoscrizione di una richiesta di sospensione delle grandi opere che stanno devastando la città di Firenze ed il suo centro storico, essa è indirizzata al neo eletto Presidente Della Repubblica Italiana, il signor Sergio Mattarella. Pubblico di seguito un collegamento ipertestuale che fa riferimento ad essa: https://www.change.org/p/sergio-mattarella-chiediamo-al-sindaco-nardella-di-sospendere-le-grandi-opere-permanenti-e-invasive-in-costruzione-a-firenze-e-al-presidente-della-repubblica-sergio-mattarella-di-vigilare-su-firenze-patrimonio-dell-unesco?recruiter=27400897&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=autopublish&utm_term=des-lg-share_petition-no_msg&fb_ref=Default

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