L’attività della centrale a biomasse costruita a Pré-Saint-Didier ha causato un peggioramento della qualità dell’aria.

L’attività della centrale di teleriscaldamento alimentata a legna vergine (biomasse) che è stata realizzata recentemente presso Pré-Saint-Didier (AO, IT) ha causato dei disagi ed ha causato un peggioramento della qualità dell’aria, l’impianto quando è stato messo in funzione ha scaricato nell’atmosfera del gas contenente delle sostanze che si sono formate con il processo di combustione; il gas scaricato dall’impianto prima citato, ha inquinato l’atmosfera. L’inquinamento che produce l’impianto contamina la catena alimentare, intossica le persone ed altri esseri viventi. La coltre di fumo che fuoriesce dalla ciminiera dell’impianto scurisce l’aria, diffonde un odore di bruciato, essa si espande per alcuni chilometri. L’impianto non è ecosostenibile ed ha causato un peggioramento della qualità della vita conseguente ad un peggioramento della qualità dell’aria; sarebbe stato più vantaggioso per la collettività non realizzarlo.

Veduta panoramica di Pré-Saint-Didier

Veduta panoramica di Pré-Saint-Didier

Veduta panoramica di Pré-Saint-Didier

Veduta panoramica di Pré-Saint-Didier

Fontego dei Tedeschi è un gioiello di architettura del ‘500; il cantiere avviato per costruire al suo interno un centro commerciale lo sta alterando; ciò è sbagliato.

La demolizione di parti di un palazzo del ‘500 chiamato Fontego dei Tedeschi è un fatto clamoroso ed anomalo se si considera l’importanza ad esso attribuito. Fontego dei Tedeschi è uno dei palazzi più rappresentativi del ‘500 veneziano, esso si trova affacciato sul Canal Grande vicino al Ponte Di Rialto, esso è stato a lungo di proprietà delle Poste Italiane. Nel 2008 è stato venduto al gruppo Benetton, il quale ha permesso la realizzazione di un suo stravolgimento funzionale e strutturale per trasformarlo in un centro commerciale sotto la direzione dell’architetto olandese Rem Koolhaas. Il progetto era stato consegnato al Comune di Venezia dando adito a delle reazioni tra le quali quelle dell’allora sindaco Giorgio Orsoni il quale si dichiarò «allibito» per le singolari modalità con cui s’iniziava la pratica edilizia. Lo stupore di Giorgio Orsoni scomparse in dopo che il gruppo Benetton s’impegnò a versare nelle casse comunali 6 milioni di euro «a titolo di beneficio pubblico», ma solo a condizione che il progetto fosse approvato interamente e con rapidità. Orsoni definì tale accordo uno «scambio urbanistico», ossia una contrattazione fra pubblico e privato prevista dalle norme. Tuttavia il fatto che tale scambio abbia per oggetto la possibilità di eludere le leggi di tutela dei beni culturali desta lo sdegno.

Malgrado l’edificio fosse sottoposto a vincoli delle Belle Arti alcune parti della sua struttura originaria sono in fase di demolizione a causa della realizzazione del progetto architettonico di Rem Koolhaas. Esso non tiene conto del valore che ha la razionalità vitruviana dell’edificio che è stato progettato nel ‘500 da uno dei più importanti architetti dell’epoca: Fra’ Giocondo. Rem Koolhaas nel detto progetto inserisce delle scale mobili diagonali all’interno di una corte che fu rivoluzionaria proprio perché perfettamente quadrata; preferisce introdurre due nuovi accessi agli angoli dell’edificio invece di riattivare quell’ordine che a partire dagli ingressi assiali voluti da Fra’ Giocondo ha reso i rapporti con le strade circostanti particolari; demolisce molti muri interni per ottenere spazi commerciali più simili a quelli presenti in altre città; praticamente sopraeleva di un piano l’edificio realizzando nuovi spazi nel sottotetto e una stanza al di sopra del lucernaio vetrato; stravolge gli spazi della corte con la realizzazione di gradinate e piani trasparenti; infine prova ad aprire una terrazza sul Canal Grande. La relazione di Rem Koolhaas utilizza anche argomenti singolari: afferma che «per la prima volta in secoli l’edificio non è utilizzato», senza dire che ciò è vero solo da quando è diventato proprietà del gruppo Benetton; oppure stima che “solo” il 34 % circa dell’edificio, ossia più di un terzo, sarà oggetto di demolizioni e nuove costruzioni, senza dire che gl’interventi in calcestruzzo armato degli anni Trenta invece di venir rimossi verranno rafforzati.

Recentemente è stato implementato al progetto di Rem Koolhaas un altro progetto architettonico dello studio Fobert che consiste nello sfondamento di una parete interna che dovrebbe rendere visibile il passaggio delle persone sulle scale mobili interne all’edificio, dalla corte attraverso un foro circolare.

I progetti di Koolhaas e di Forbes essendo devastanti per la struttura originaria dell’edificio (per quanto essa sia stata modificata in varie epoche) non sarebbero dovuti essere approvati. L’alterazione di Fontego dei Tedeschi sta causando la perdita di un patrimonio importante. L’alterazione di Fontego dei Tedeschi è un’anomalia ed un atto vandalico che dovrebbe essere fermato.

Fontego dei Tedeschi, Canal Grande, Venezia.

Fontego dei Tedeschi, Canal Grande, Venezia.

Fontego dei Tedeschi coperto dalle protezioni del cantiere che lo sta devastando.

Fontego dei Tedeschi coperto dalle protezioni del cantiere che lo sta devastando.

Immagine in 3D che riproduce il progetto di Rem Koolhaas che è in fase di realizzazione presso Fontego dei Tedeschi.

Immagine in 3D che riproduce il progetto di Rem Koolhaas che è in fase di realizzazione presso Fontego dei Tedeschi.

Plastico di Fontego dei Tedeschi nel quale è visibile il foro circolare disegnato dallo studio Forbes.

Plastico di Fontego dei Tedeschi nel quale è visibile il foro circolare disegnato dallo studio Forbes.

Plastico di Fontego dei Tedeschi, si può notare che è stato progettata una terrazza sulla sommità dell'edificio ed il rialzamento di un piano dello stesso.

Plastico di Fontego dei Tedeschi, si può notare che è stato progettata una terrazza sulla sommità dell’edificio ed il rialzamento di un piano dello stesso.

 

La morfologia dell’orrido di Verney è stata alterata dalla costruzione di una passerella, l’impianto è fuori norma ed è molto impattante.

L’Orrido di Verney è una gola alta e stretta nella quale scorre la Dora di Verney. Il sito è costituito da pareti rocciose che possono superare i 160 metri di altezza. La costruzione di una passerella ha modificato la morfologia dell’orrido. La struttura architettonica è stata costruita sulla sommità dell’orrido, le travi di acciaio sono state conficcate nella pietra di cui era costituito, sono stati realizzati degli sbancamenti, molta pietra è stata staccata dalla montagna. Il sito è stato alterato irrimediabilmente ed irreversibilmente. Per realizzare la passerella il Comune di Pré-Saint-Didier ha speso un milione di euro tondi. La passerella ha un forte impatto visivo ed è visibile anche a molti chilometri di distanza. Tale intervento edilizio è stato definito dal Comune di Pré-Saint-Didier di “riqualificazione paesaggistica”, tale terminologia è ingannevole e fuorviante. La passerella sull’Orrido di Pré-Saint-Didier è un’opera fuori norma in quanto non ha osservato i vincoli paesaggistici, le procedure di VIA non hanno saputo o voluto valutare il suo reale impatto. Essa potrebbe essere rimossa e potrebbe essere possibile un intervento sulla parte di orrido alterato dagli scavi con delle applicazioni ed un rimboschimento. Anche se ciò sarà possibile la morfologia dell’orrido non tornerà mai più com’era prima che venisse alterata dalla costruzione della passerella.

Scheda n. 1 Orrido di Verney

Scheda n. 1 Orrido di Verney

Scheda n. 2 Orrido di Verney

Scheda n. 2 Orrido di Verney

L’ampliamento dell’aeroporto Corrado Gex di Saint Christophe (Aosta) non era necessario.

Il finanziamento di opere pubbliche non necessarie influisce sullo sviluppo della società. L’ampliamento dell’aeroporto Corrado Gex di Saint Christophe non era necessario. Il cantiere è fermo da anni, le nuove infrastrutture non sono state finite, sono inutilizzate e sono fatiscenti. Il progetto per il suo ampliamento è stato sviluppato per renderlo adatto a permettere il volo di aerei più grandi ma la sua portata precedente era più che sufficiente per la domanda esistente. Tale intervento edilizio è un’opera pubblica che è stata finanziata con soldi pubblici. L’idea di costruire l’ampliamento si è originata da interessi che prescindono dalla sua utilità effettiva. A causa della presenza del cantiere dell’aeroporto le attività sono state sospese per anni ed i contratti con le compagnie aeree sono stati recessi. A causa del cantiere vaste aree di terreno coperto da vegetazione sono state sbancate, asfaltate e bonificate; ciò ha causato la distruzione dell’habitat di innumerevoli forme di vita, la sottrazione di spazio alla vegetazione e l’alterazione massiccia della morfologia del luogo.

Aeroporto_Corrado_Gex

Il 30% delle specie conosciute di anfibi è a rischio di estinzione. La salvaguardia degli anfibi e dei loro habitat può impedire la loro rarefazione e la loro estinzione.

L’impatto delle attività umane sull’ambiente e sugli ecosistemi ha portato all’estinzione molte specie animali e ne sta mettendo a rischio molte altre. Il 30% delle specie conosciute di anfibi sono attualmente a rischio di estinzione. Attualmente sono conosciute 7405 specie di anfibi (26 Aprile, 2015). Gli anfibi sono i primi vertebrati terrestri nella storia dell’evoluzione delle specie animali. Una delle particolarità degli anfibi è quella di aver mantenuto un legame con l’acqua. Rane, raganelle, rospi, salamandre e tritoni sono degli anfibi. La rarefazione degli anfibi e l’estinzione di molte specie di anfibi è stata causata principalmente dall’inquinamento causato dalle attività umane, dalla diffusione di funghi parassitari per loro nocivi, dall’alterazione o la scomparsa degli habitat nei quali potevano sopravvivere e proliferare. La diminuzione e la distruzione degli habitat nei quali gli anfibi potevano sopravvivere e proliferare sono causate in molti casi dall’espansione dell’urbanizzazione e dagli effetti sull’ecosistema della coltivazione intensiva. Il mercato degli animali da compagnia e l’introduzione di specie alloctone a cattura per l’alimentazione negli habitat popolati dagli anfibi, sono altre attività umane che hanno contribuito alla loro rarefazione ed estinzione. La difesa degli anfibi e dei loro habitat può impedire la loro rarefazione e la loro estinzione, avviare dei progetti di rinaturalizzazione di aree alterate dall’uomo nei quali vivevano gli anfibi per ripristinare gli habitat naturali nei quali essi possono vivere e riprodursi può permettere la loro proliferazione. L’istituzione di aree protette, oasi e parchi naturali in zone umide può permettere il mantenimento degli habitat nei quali gli anfibi possono vivere e riprodursi.

Habitat_tritone

Oasi naturale nella quale vive e si riproduce il tritone alpestre.

In Italia i casi di devastazione del patrimonio artistico, storico e culturale stanno aumentando, limitare e fermare questo scempio è possibile grazie all’impegno collettivo.

Nel territorio amministrato dallo Stato Italiano esistono molti manufatti, architetture, siti archeologici che arricchiscono il patrimonio culturale dell’umanità. Molti di essi potrebbero essere distrutti a causa della costruzione di opere edilizie che potrebbero essere fatte altrove, che spesso non sono necessarie ed alle quali si potrebbe rinunciare vista l’importanza che hanno i luoghi che devasterebbero e vista la possibilità di sviluppare progetti diversi che si possono inserire in un più ampio ed articolato contesto sociale, urbanistico ed economico (es. smart city, mobilità integrata, welfare, migliore gestione degli immobili sfitti e recupero di quelli abbandonati, ecc.). Il fenomeno della distruzione del patrimonio artistico e culturale è in aumento e va avanti inesorabilmente. La conservazione e la valorizzazione dei siti che arricchiscono tali patrimoni permetterebbe il mantenimento di condizioni favorevoli allo sviluppo di rapporti economici, alla conoscenza di aspetti culturali importanti, aumenterebbe l’offerta turistica, renderebbe gradevoli i luoghi nei quali si trovano, ecc. La realizzazione di nuove infrastrutture non dovrebbe essere fatta a danno di siti aventi importanza ed utilità.
La distruzione operata dai costruttori e permessa dagli amministratori pubblici ha delle finalità e segue delle logiche ben precise, l’approvazione di nuove infrastrutture inutili serve ad alimentare dei meccanismi perversi grazie ai quali può trarre beneficio una esigua minoranza di persone e che precludono la conservazione di condizioni dalle quali si possono sviluppare dei rapporti economici sostenibili e dai quali si può sviluppare la conoscenza, la cultura, il benessere e lo sviluppo. La costruzione di tali opere edilizie è finanziata con i soldi pubblici ed essendo il loro mantenimento a carico dei contribuenti tutto ciò ha anche la funzione di truffare la popolazione e di indebitare le istituzioni per poterla controllare meglio. I promulgatori di tali speculazioni giustificano tali interventi edili propagandando una linea ben precisa costituita da bassezze ed imbecillità spacciate come innovazioni, riqualificazioni, ammodernamenti. Faccio rilevare che tale propaganda insieme alle speculazioni di questa natura che sono state realizzate rischia di legittimare un modello devastante, criminogeno, diseducativo, sadico e pericoloso. A questo processo di devastazione partecipano esponenti di logge massoniche, esponenti di partiti politici (colletti bianchi), affiliati alle mafie, membri di strutture di potere deviate con le rispettive clientele e libri paga. La realizzazione di queste infrastrutture permette loro (e/o a chi ne potrebbe trarre dei vantaggi nel tempo) di utilizzare i posti di lavoro che si generano nella loro costruzione (comprese le perizie, le consulenze, ecc.) e l’assegnazione di cariche per la loro gestione come merce di scambio per ottenere vantaggi che gli permettono di ottenere soldi e potere (anche nell’influenzare l’opinione pubblica attraverso il controllo dei media, delle università, ecc.). Tali attività vanno fermate con urgenza prima che una vera e propria guerra distrugga delle realtà aventi un valore inestimabile. Esiste una petizione pubblica che propone la sottoscrizione di una richiesta di sospensione delle grandi opere che stanno devastando la città di Firenze ed il suo centro storico, essa è indirizzata al neo eletto Presidente Della Repubblica Italiana, il signor Sergio Mattarella. Pubblico di seguito un collegamento ipertestuale che fa riferimento ad essa: https://www.change.org/p/sergio-mattarella-chiediamo-al-sindaco-nardella-di-sospendere-le-grandi-opere-permanenti-e-invasive-in-costruzione-a-firenze-e-al-presidente-della-repubblica-sergio-mattarella-di-vigilare-su-firenze-patrimonio-dell-unesco?recruiter=27400897&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=autopublish&utm_term=des-lg-share_petition-no_msg&fb_ref=Default

Il 21 marzo si celebra la “Giornata mondiale delle foreste, delle selve e dei boschi.”


Il giorno 21 marzo di ogni anno si svolge la “giornata mondiale delle foreste e dei boschi”. I boschi, le selve e le foreste sono essenziali per il mantenimento della vita sul pianeta Terra perché condizionano il clima, ospitano innumerevoli forme di vita, frenano il deflusso delle acque piovane, immagazzinano il carbonio, trattengono il terreno limitando i processi erosivi, producono ossigeno e molto altro. La scomparsa dei boschi è un pericolo per l’umanità e per le specie viventi, per questo sono sorte innumerevoli attività di tutela dei boschi, delle selve e delle foreste. Per limitare la perdita di aree boschive occorre tutelarle. L’esistenza di comunità che vivono in armonia con i boschi, le selve e le foreste è molto importante perché permette il monitoraggio dello stato di salute della biodiversità e dell’ecosistema in località remote e poco popolate. Le attività industriali, commerciali e lo sviluppo dell’urbanizzazione dentro le aree boschive può avere effetti devastanti per essi se non viene fatto in modo ecosostenibile.
Bosco innevato a La Thuile.